Archivio degli autori Giancarlo Renzetti

DiGiancarlo Renzetti

La Cassazione si rettifica: nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo l’onere di proporre la mediazione è a carico dell’opposto

Con la sentenza 19596/20 del 18.9.20 Corte di Cassazione a Sezioni  Unite ha enunciato il seguente principio di diritto:

“Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art.5, Comma 1-bis, del d.lgs. n.28 del 2010, i cui i giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.

Tale statuizione procede  in senso diametralmente opposto rispetto alla sentenza 24629/15, della Terza Sezione Civile della Cassazione, che aveva affermato

“poiché è l’opponente il soggetto interessato alla proposizione del giudizio di cognizione è su di lui che deve gravare l’onere di avviare la procedura di mediazione”.

La sentenza di cui sopra,  pur confermata recentemente dalla Cassazione con l’ordinanza 22003/  2019, aveva suscitato ampio dissenso in  parte della dottrina e varie sentenze di merito  avevano deciso in senso difforme.

Le ragioni di tale mancata conferma della precedente sentenza sono da rinvenirsi in primis nel carattere testuale del dato normativo.

Ai sensi dell’art. 4 e 5 del d.lgs. 28/2010 l’onere di attivarsi per promuovere la mediazione si deve porre a carico del creditore. Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è  l’opposto ad avere la qualità di creditore in senso sostanziale.

Le Sezioni Unite sottolineano anche le diverse conseguenze di carattere sistematico, con rilievi di carattere costituzionale, ove l’onere venisse invece posto a carico della parte opponente.

Se l’onere è a carico di parte opponente, l’inerzia comporterà la declaratoria di improcedibilità dell’opposizione  ed il passaggio in giudicato del d.i.. Se l’onere è carico della parte opposta l’improcedibilità, in caso di  inerzia,  comporterà la revoca del d.i. che potrà comunque essere riproposto.  Per la Corte nel conflitto tra il principio di efficienza(e ragionevole durata) e la garanzia del diritto di difesa, quest’ultimo deve necessariamente prevalere.

Viene confermata la collocazione temporale della proposizione della domanda di mediazione. In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l’istanza di mediazione va proposta solo successivamente alla decisione sulle istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione.

Tale collocazione trova la sua ragion d’essere nelle funzioni acceleratorie di un procedimento monitorio con contraddittorio eventuale e differito. Le Sezioni Unite sottolineano che il legislatore  ha escluso l’obbligo di negoziazione assistita, di cui al D.L. 132/2014, in relazione ai procedimenti di ingiunzione ma non sia intervenuto in tema di mediazione.

Avv. Giancarlo Renzetti Delegato Cassa Forense

DiGiancarlo Renzetti

Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo

L’art. 28 del d.l. n. 34/2020 c.d. “Decreto Rilancio” ha introdotto il beneficio del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attivita’ industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività’ di lavoro autonomo.

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DiGiancarlo Renzetti

Sospensione dei pignoramenti dell’Agente della riscossione su stipendi e pensioni

Dal 19 maggio sino al 31 agosto 2020 sono sospesi gli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione e dai soggetti riscossori delle entrate degli enti locali iscritti nell’apposito albo, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendi, salari, pensioni e altre indennita’ assimilate.
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DiGiancarlo Renzetti

Cura Italia” le novità in tema di udienze civili, mediazioni e rilascio procura

Con la sentenza 19596/20 del 18.9.20 Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha enunciato il seguente principio di diritto:

“Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art.5, Comma 1-bis, del d.lgs. n.28 del 2010, i cui i giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.

Tale statuizione procede in senso diametralmente opposto rispetto alla sentenza 24629/15, della Terza Sezione Civile della Cassazione, che aveva affermato

“poiché è l’opponente il soggetto interessato alla proposizione del giudizio di cognizione è su di lui che deve gravare l’onere di avviare la procedura di mediazione”.

La sentenza di cui sopra, pur confermata recentemente dalla Cassazione con l’ordinanza 22003/ 2019, aveva suscitato ampio dissenso in parte della dottrina e varie sentenze di merito avevano deciso in senso difforme.

Le ragioni di tale mancata conferma della precedente sentenza sono da rinvenirsi in primis nel carattere testuale del dato normativo.

Ai sensi dell’art. 4 e 5 del d.lgs. 28/2010 l’onere di attivarsi per promuovere la mediazione si deve porre a carico del creditore. Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è l’opposto ad avere la qualità di creditore in senso sostanziale.

Le Sezioni Unite sottolineano anche le diverse conseguenze di carattere sistematico, con rilievi di carattere costituzionale, ove l’onere venisse invece posto a carico della parte opponente.

Se l’onere è a carico di parte opponente, l’inerzia comporterà la declaratoria di improcedibilità dell’opposizione ed il passaggio in giudicato del d.i.. Se l’onere è carico della parte opposta l’improcedibilità, in caso di inerzia, comporterà la revoca del d.i. che potrà comunque essere riproposto. Per la Corte nel conflitto tra il principio di efficienza(e ragionevole durata) e la garanzia del diritto di difesa, quest’ultimo deve necessariamente prevalere.

Viene confermata la collocazione temporale della proposizione della domanda di mediazione. In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l’istanza di mediazione va proposta solo successivamente alla decisione sulle istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione.

Tale collocazione trova la sua ragion d’essere nelle funzioni acceleratorie di un procedimento monitorio con contraddittorio eventuale e differito. Le Sezioni Unite sottolineano che il legislatore ha escluso l’obbligo di negoziazione assistita, di cui al D.L. 132/2014, in relazione ai procedimenti di ingiunzione ma non sia intervenuto in tema di mediazione.

DiGiancarlo Renzetti

Fondo solidarietà prima casa e Fondo Centrale Garanzia

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato che anche i professionisti possono beneficiare delle misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario Leggi tutto

DiGiancarlo Renzetti

Il danno da perdita parentale non è in “re ipsa”

Con la sentenza n. 11200/2019 la Cassazione ha precisato che la liquidazione del danno non patrimoniale subito dai congiunti in conseguenza dell’uccisione del familiare non integra un danno “in re ipsa” .

Il danno non patrimoniale da uccisione del congiunto, essendo danno conseguenza, non coincide con la lesione dell’interesse e come tale deve essere allegato e provato da chi chiede il risarcimento facendo ricorso alla prova testimoniale, documentale e presuntiva. Leggi tutto

DiGiancarlo Renzetti

In mediazione la partecipazione è necessaria ma delegabile

Con la sentenza 8473/2019 del 17/03/2019 la Cassazione Civile Sezione Terza ha enunciato i seguenti principi di diritto: – nel procedimento di mediazione obbligatoria ex d.lgs. n 28 del 2010 è necessaria la comparizione personale delle parti davanti al mediatore, assistite dal difensore; – la parte può anche farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, eventualmente nella persona dello stesso difensore che l’assiste nel procedimento di mediazione, purché dotato di apposita procura sostanziale; – la condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, richieste dal mediatore dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità a procedere oltre. Leggi tutto

DiGiancarlo Renzetti

Il compenso deve essere equo?

Solo se è in denaro, altrimenti può essere sostituito da due righe da aggiungere al curriculum.

l Tar del Lazio Sez. II con la Sentenza 11410/2019   ha respinto il ricorso 3632 del 2019, proposto da Ordine degli Avvocati di Roma ed Ordine degli Avvocati di Napoli, contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per l’annullamento dell’avviso pubblico del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27.2.19, di manifestazione di interesse per il conferimento di incarichi di  consulenza a titolo gratuito.

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DiGiancarlo Renzetti

Pubblicata in G.U. l’interpretazione autentica delle norme sulle elezioni forensi

Con la pubblicazione della L. 12/2019 (G.U. 12.2.19) cessano definitivamente le incertezze applicative in ordine alla ineleggibilità di avvocati che hanno già svolto due mandati consecutivi.

La querelle aperta a seguito della Sentenza della Cassazione a Sezioni Unite 32781 del 19.12.2018, aveva portato nell’imminenza delle operazioni elettorali l’11.1.19  al D.L. 2/2019 per  consentire un ordinato rinnovo dei consigli degli ordini scaduti, con previsione di una proroga nella  convocazione delle assemblee elettorali.

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DiGiancarlo Renzetti

Registri validi per le notifiche a mezzo P.E.C. – La Cassazione confonde INI-PEC con IPA?

La Corte di Cassazione con la sentenza 3709 dell’8/2/2019, ha considerato nulla la notifica a mezzo Pec effettuata all’indirizzo digitale dell’avvocato difensore tratto dal registro INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata).

Per la Corte, ai fini della validità della notifica al difensore va considerato solo l’indirizzo digitale risultante dal registro ReGindE (Registro generale degli indirizzi elettronici).

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