La Cassazione si rettifica: nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo l’onere di proporre la mediazione è a carico dell’opposto

DiGiancarlo Renzetti

La Cassazione si rettifica: nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo l’onere di proporre la mediazione è a carico dell’opposto

Tale statuizione procede  in senso diametralmente opposto rispetto alla sentenza 24629/15, della Terza Sezione Civile della Cassazione, che aveva affermato

“poiché è l’opponente il soggetto interessato alla proposizione del giudizio di cognizione è su di lui che deve gravare l’onere di avviare la procedura di mediazione”.

La sentenza di cui sopra,  pur confermata recentemente dalla Cassazione con l’ordinanza 22003/  2019, aveva suscitato ampio dissenso in  parte della dottrina e varie sentenze di merito  avevano deciso in senso difforme.

Le ragioni di tale mancata conferma della precedente sentenza sono da rinvenirsi in primis nel carattere testuale del dato normativo.

Ai sensi dell’art. 4 e 5 del d.lgs. 28/2010 l’onere di attivarsi per promuovere la mediazione si deve porre a carico del creditore. Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo è  l’opposto ad avere la qualità di creditore in senso sostanziale.

Le Sezioni Unite sottolineano anche le diverse conseguenze di carattere sistematico, con rilievi di carattere costituzionale, ove l’onere venisse invece posto a carico della parte opponente.

Se l’onere è a carico di parte opponente, l’inerzia comporterà la declaratoria di improcedibilità dell’opposizione  ed il passaggio in giudicato del d.i.. Se l’onere è carico della parte opposta l’improcedibilità, in caso di  inerzia,  comporterà la revoca del d.i. che potrà comunque essere riproposto.  Per la Corte nel conflitto tra il principio di efficienza(e ragionevole durata) e la garanzia del diritto di difesa, quest’ultimo deve necessariamente prevalere.

Viene confermata la collocazione temporale della proposizione della domanda di mediazione. In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, l’istanza di mediazione va proposta solo successivamente alla decisione sulle istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione.

Tale collocazione trova la sua ragion d’essere nelle funzioni acceleratorie di un procedimento monitorio con contraddittorio eventuale e differito. Le Sezioni Unite sottolineano che il legislatore  ha escluso l’obbligo di negoziazione assistita, di cui al D.L. 132/2014, in relazione ai procedimenti di ingiunzione ma non sia intervenuto in tema di mediazione.

Avv. Giancarlo Renzetti Delegato Cassa Forense

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